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COWT; COWTverse; Kissini Stellari ed Altri Meme

Titolo: Kissini stellari ed altri meme
Fandom: COWTVerse
Parole: 1727
Riassunto: Ahm-gi incontra due "persone" particolari durante uno dei suoi concerti
Note: Scritta per la M3 della 7° settimana del COWT9 per "COWTVerse" e dedicata a tutti i Kissini stellari del mondo.

Se c'è una cosa che Ahm-gi ama, ancora più della lotta e della gloria e delle sue bellissime bestie, è il momento di silenzio quando lei finisce di cantare, quell'attimo prima che il suo pubblico esploda in urli ed applausi e l'unica cosa che si può sentire è il silenzio. Non dura mai più di un secondo, ed a volte, se non sta attenta, rischia di perdersi il momento, lasciare che le scivoli dalle dita senza poterselo godere a pieno. Quindi chiude sempre gli occhi quando l'ultima nota si spegne, si concentra attentamente sul suo pubblico, sul palco, sul suo respiro affannato.
Lascia che quell'attimo di totale silenzio la ricopra completamente, che il suo respiro sia l'unica cosa che riempia l'aria. Per un attimo non c'è nulla se non lei, il suo respiro affannato, l'eccitazione del palco.
La bellezza di questo momento, almeno per Ahm-gi, è il fatto che sia così flebile, che è qualcosa che bisogna stare attenti per non perdere. È per questo che non può fare a meno di aggrottare le sopracciglia quando si rende conto che il suo momento, fugace come dovrebbe essere, in realtà si dilata e si allarga. Un silenzio che si apre, come una voragine, davanti a lei, consumando tutto.
Riapre gli occhi, nel panico, chiedendosi cosa sia successo esattamente. Magari non è piaciuto il concerto? O forse c’è qualcos’altro? Dopo quello che ha visto durante la battaglia, in quelle ore passate a sudare e sanguinare, non si stupisce più di nulla. Ha visto cose che mai avrebbe creduto possibili, e ha conosciuto persone con poteri che nemmeno avrebbe potuto immaginare.
La scena che si staglia davanti a lei oggi le ricorda molto l’arena. Vede tutti i suoi fan protesi in avanti, bloccati a metà di un’esultazione, di un fischio, congelati nell’ultima nota di una canzone. Nessuno di loro si muove, nessuno di loro respira. A parte Ahm-gi sembra che l’intera arena sia stata bloccata da forze oltre la sua comprensione.
In un attimo Ahm-gi si prepara a proteggersi da qualsiasi attacco le possa arrivare contro. Si sente quasi nuda senza le sue bestie, fin troppo abituata a combattere con loro al suo fianco, pronte a spalleggiarla e coprirla dagli attacchi in caso di bisogno, ma Ahm-gi era una guerriera molto prima di guadagnare la fedeltà della sua prima bestia.
Quando nessun attacco sembra stare arrivando contro di lei, inizia a guardarsi incontro freneticamente, cercando di trovare chi possa essere il responsabile di questa magia, o almeno qualcuno intorno a lei che si stia muovendo o dia un qualsiasi segno di vita. Non può essere l’unica a non essere stata affetta da questa magia senza alcuna ragione, no?
“Sono qui!” Qualcuno dice, alla fine, e Ahm-gi quasi salta in aria, sorpresa. Si guarda di nuovo attorno, ma non c’è nessuno se non i suoi fan, bloccati. Pensa quasi di avere immaginato la voce prima di sentirla di nuovo, questa volta quasi seccata: “No, quassù!”
Seguendo la voce e le sue indicazioni, Ahm-gi alza lo sguardo e, sorpresa, si accorge della presenza di un uomo, un ragazzo quasi, che sta levitando a mezz’aria sopra di lei. Il ragazzo è magro, con una lunga sciarpa blu e la pelle pallida. Gli occhi, blu e indifferenti, la stanno squadrando con nonchalance.
La cosa più strana Ahm-gi non può fare a meno di pensare, è il gatto che si trova appollaiato tra le sue braccia. Da lontano Ahm-gi non riesce davvero a vederlo perfettamente, l’angolazione non esattamente la migliore per uno studio di questo tipo, ma da quello che riesce a notare lei ha un pelo lungo e bianco. La sua coda si sta muovendo lentamente, come se fosse infastidito da qualcosa. O semplicemente all’erta.
C’era qualcosa di intrinsecamente sbagliato in queste due figure, anche se Ahm-gi non riusciva a capire perché provasse questa sensazione di freddo addosso. “Chi siete?” chiede, facendo un passo indietro ed assumendo una posa difensiva.
Si rende perfettamente conto che queste due figure sono probabilmente più potenti di lei. Per poter bloccare il tempo in questo modo e con così poco sforzo, nessuno dei due sembra particolarmente affaticato, devono avere una riserva magica praticamente infinita.
L’uomo sembra scrutarla per un attimo prima di sospirare e discendere lentamente. Un attimo dopo ha i piedi a terra, giusto di fronte ad Ahm-gi, e la guarda con uno sguardo calmo e placido. “Non siamo qui per farti del male,” le dice, ma la sua voce non è particolarmente piena di calore, né sembra molto amichevole. “Gliel’avevo detto che questo non era il modo migliore di presentarci, ma sai come sono fatti. Mai che ascoltino.”
“Chi?” Chiede Ahm-gi, confusa, guardando l’uomo.
L’altro in risposta piega la testa, come se la domanda di Ahm-gi non avesse senso. “Come chi? I gatti,” dice, alzando leggermente le braccia dove il gatto bianco riposa. Sorpresa lei guarda in giù finalmente verso il felino e riesce a vedere, per la prima volta, i suoi occhi. Sono completamente rossi, con l’iride giallo così sottile che è quasi difficile vederlo. C’è qualcosa di terrificante in loro e per un attimo Ahm-gi si dimentica di respirare, di dov’è, di tutto.
L’attimo dopo un paio di dita schioccano davanti a lei, riportandola al presente. “Scusa, avrei dovuto avvertirti prima. Mai guardare i gatti dritti negli occhi. Gli altri animali riconoscono la paura, ma i gatti sono in grado di portarti via l’anima. Si sa.”
Ahm-gi sbatte le palpebre un paio di volte e poi lo guarda, confusa. “No. Non… nessuno dice niente del genere. Non funziona così. Sono gatti.”
Il ragazzo aggrotta le sopracciglia, apparentemente contrariato. “Non essere ridicola, è come se io dicessi che quella che ti porti in giro tu è solo una capra. C’è molto di più di quello che sembra dietro ognuno di questi animali, no?”
Ahm-gi non può davvero dire di no e quindi si ritrova ad annuire e lanciare uno sguardo furtivo al gatto, stando bene attenta ad evitare il suo sguardo. “Questo non spiega perché siete qui.”
L’uomo sembra pensarci un secondo prima di annuire. “Immagino tu abbia ragione. Il mio nome è Jinx, un piacere conoscerti,” dice, con quello che sembra un piccolo inchino, “mi dispiace per l’interruzione, ma eravamo… diciamo curiosi.”
“Di me?” chiede Ahm-gi, confusa. “Perché mai? Siete miei fan? Faccio meet&greet come tutte le altre star, sai?” Ha anche voglia di chiedergli perché continua a parlare al plurale, ma non è convinta di volerlo veramente sapere.
Ancora una volta Jinx non sorride, è come se la sua espressione facciale non cambiasse, ma Ahm-gi ha la sensazione che l’altro stia ridendo di lei. “Potremmo dire di essere fan, sì. Devi capire che tu sei l’ultima di una lunga tradizione,” Jinx continua, sempre più misteriosa. “La terza. Il tre è un numero potente lo sai? Potresti essere la più forte di tutti noi.”
“Voi chi?” non può fare a meno di chiedere alla fine, confusa. “Non so di che stai parlando.”
Jinx inizia ad accarezzare il gatto che ha tra le braccia, pensieroso. “Sei ancora giovane però. Giovane, ma desiderosa di battaglia. Cosa ne dici?”
“Stai chiedendo a me?” chiede lei, sorpresa e un po’ confusa, ma Jinx continua a rimanere in silenzio, quasi ad aspettare la risposta di qualcuno. Nessuno, però, spunta per dare una risposta alla domanda dell’altro. Soltanto il gatto si muove leggermente nelle sue braccia con un veloce miagolio.
Jinx annuisce, allora, come se avesse preso una decisione. “Sì, concordo,” dice, prima di spostare il gatto e metterselo sulle spalle. “In ogni caso anche tu hai superato un anno di lotta, ed è ora che tu sappia che sei qualcosa di più di quello che credi.”
“Di più? In che senso?” non può fare a meno di domandare, anche se la situazione sta diventando sempre più surreale.
“Tu, mia cara, sei un meme, uno degli esseri più potenti del cosmo. Fino a che continueranno a nominarti, a invocare i tuoi poteri, sarai imbattibile. Il tempo diventerà soltanto una sciocchezza. Tu, mia cara, sarai immortale fino a che continuerai a memare.”
Ahm-gi si blocca per un secondo, sbatte le palpebre un paio di volte e poi dice, piano: “Non ho la minima idea di cosa tu stia dicendo.” Tutta la situazione in cui si trovano è così assurda. Chi è questa persona? Che cosa vorrebbe dire che lei è un meme? E quel maledetto gatto?
“Nemmeno io l’avevo all’inizio, poi il nostro predecessore mi ha aperto gli occhi,” dice con un sorriso, accarezzando il gatto appollaiato sulla sua spalla, “e ora tocca a me farlo con te. Ma, credo, hai un concerto da finire. Potrai trovarmi nel tuo camerino. Io e Anticristo ti aspetteremo là.”
Ahm-gi sta per fermarlo, ma ancora una volta si sente quasi rallentare, la sua mente troppo intenta a cercare di capire che cosa voglia dire l’altro. “Anticristo?” non può fare a meno di chiedere, guardando il gatto bianco sulla spalla dell’altro con un moto di paura.
Jinx si limita ad alzare le spalle, mentre il felino si lecca una zampa. Non ci dovrebbe essere nulla di inquietante in quel gesto, eppure Ahm-gi sente il bisogno di fare un passo indietro.
“Come credi che siamo diventati così potenti? Duro lavoro?” Jinx chiede, con uno sbuffo. “L’anima è una cosa che appartiene a qualcuno che non vuole vincere tanto quanto noi, mia cara. Non credi?”
Ahm-gi si ferma, allora, e pensa all’euforia del combattimento, agli allenamenti passati. La verità è che sa di potere vincere qualsiasi battaglia apparirà davanti a lei. Che sia per merito di un gatto o di un patto con il diavolo, è davvero così importante?
Non sa cosa voglia dire essere un meme, ma immagina di avere tempo di scoprirlo.
Jinx, leggendo la determinazione nei suoi occhi le fa un sorriso e annuisce. “Ottimo. Concludi il concerto mia cara,” le dice, risollevandosi in aria, “abbiamo tanto di cui parlare.”
Il minuto dopo la folla riprende a muoversi, una cacofonia di persone e suoni. Una massa che urla e gioisce tutta assieme e la loro forza, la loro passione, travolgono Ahm-gi come un treno. Tutti loro inneggiano al suo nome, ma soprattutto alla sua catch phrase e con ogni nuovo canto, Ahm-gi sente di diventare più forte.
Un meme, ah?
“Grazie a tutti di essere venuti! Spero che questo tour vi sia piaciuto! Qui è Ahm-gi, passo e chiudo, ma ricordatevi sempre! Kissini stellari!”
Tags: *cowt
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