Robi (´ー`*) (chibi_saru11) wrote in spieluhrs,
Robi (´ー`*)
chibi_saru11
spieluhrs

COW-T; Avengers; Steve/Tony; Copper Tellurium

Titolo: Copper Tellurium
Autore: chibi_saru11
Fandom: Avengers (Comicverse)
Personaggi: Steve Rogers, Tony Stark
Pairing: Steve/Tony
Word Count: 999 (Fidipù)
Rating: SAFE
Warning: AU, CRACK, Pick up lines di pessimo gusto
Riassunto: Steve Rogers è quasi certo di non essere fatto di Rame e Tellurio, quindi non ha la minima idea di cosa stia dicendo questo tipo.
Disclaimer: Questi personaggi non sono miei. Per nulla. Figures.
Note:
1.
PENSO DI NON ESSERMI MAI DIVERTITO TANTO A SCRIVERE QUALCOSA SO SORRY NOT SORRY. Le battute "chimiche" non sono mie, non so chi le abbia inventate. Kudos.
2. Non ho potuto scrivere un sacco di back story di questa fic. Quindi faccio un riassuntino qui. Tony ha notato Steve fin dalla prima volta che ha mangiato con Bruce, ed ha sempre pensato che fosse un altro chimico dei piani superiori (dopotutto non conosce certo tutti gli impiegati), Bruce non ha mai corretto questa sua supposizione because he's a little of a dick.
3. Scritta per la missione del COW-T3 Chimica @ maridichallenge

È uno strano edificio quello in cui lavora Steve. Non tanto per l'architettura, no, ma per la quantità di uffici diversi che vi sono contenuti.
Rispondono tutti alla Stark Enterprise, ma le loro competenze sono molto diverse. Steve lavora al trentesimo piano, nel reparto pubblicitario, ma ci sono molti altri reparti come, per dire, quello di ricerca chimica che parte dal piano dieci fino, ma non ne è certo, al quattordicesimo.
Steve sa certamente solo che ci sono alcuni laboratori all'undicesimo piano perché è dove spende tutte le sue pause pranzo.
Non ha probabilmente molto senso andare addirittura in un altro reparto ogni singola pausa pranzo, ma non ha veramente qualcuno con cui mangiare al suo piano (ci sarebbero sicuramente un sacco di persone che lo inviterebbero a sedersi con loro, ma Steve è il loro supervisore e non vuole che si sentano controllati sempre). All'undicesimo piano, invece, c'è Bruce Banner.
Bruce è un collega che lavora nel reparto chimico, ovviamente, ed è, a quanto pare, un genio. Steve non ne capisce molto, ma gli piace sentirlo parlare dei suoi progetto, lo rilassa, e quindi fa in modo di annuire quando gli sembra corretto per non dare l'impressione di starsi annoiando.
Si sono conosciuti qualche mese fa ad una serata di gala organizzata dall'azienda per presentare una delle nuove scoperte in campo tecnologico (un nuovo modello di Starkphone, lo sa perché ha ideato lui la pubblicità).
Nessuno dei due era esattamente contento di essere lì e avevano legato sulla sensazione di sentirsi fuori posto che avevano entrambi provato.
A Steve piace mangiare con l'altro, Bruce è calmo e pacato, e solitamente passano l'ora di pranzo a rilassarsi e parlare del loro lavoro (solitamente quello di Bruce, che era sicuramente più interessante) o mangiare in confortevole silenzio.
Almeno fino al giorno in cui qualcuno, che Steve non ha riconosciuto inizialmente, non si è avvicinato a loro. L'uomo si è appoggiato con una mano sulla postazione di Bruce (e Steve non ha potuto fare a meno di notare il tic all'occhio che è spuntato a Bruce, che odia avere toccato la sua postazione da chiunque) e l'ha fissato per qualche secondo prima di sorridere, un ghigno che, Steve crede, probabilmente intende essere sensuale.
«Sei per caso una carica positiva?» chiede l'uomo, continuando a guardarlo «perché sei incredibilmente attraente.»
Steve apre la bocca e poi la chiude perché non ha la minima idea di cosa stia succedendo. Nè di cosa c'entri una carica positiva con il fatto di essere fisicamente attraente. O forse intende qualcos'altro?
L'uomo aggrotta le sopracciglia dopo un po' «Nulla? Davvero?» chiede, e poi si volta verso Bruce, come per chiedergli qualcosa, ma vede l'espressione sul suo viso (il tic si è trasformato quasi in un completo spasmo) e si affretta ad alzare le mani in segno di resa.
«Vai via, sto lavorando» gli dice Bruce, molto più scortesemente di quanto Steve si sarebbe aspettato.
«Stai mangiando!» lo contraddice l'altro, ma ad un'ennesima occhiata sospira «tu sei decisamente una carica negativa. Ci respingiamo a vicenda!» dice, guardando di nuovo verso Steve.
Steve continua a non avere idea di cosa dire quindi rimane in silenzio e l'uomo se ne va borbottando qualcosa. È a quel punto che Steve si volta verso Bruce per capire cosa sia successo, ma l'altro si limita a scuotere la testa.
«Non chiedere, non vuoi saperlo» e Steve non chiede. Anche se vorrebbe sapere.

Ci mette otto ore a ricordarsi chi è l'uomo che si è approcciato a loro quella mattina e per lo shock va a sbattere contro un muro.
Non si fa poi così male, e comunque se lo merita. Non riconoscere il proprio capo merita almeno una testata al muro.

Il giorno dopo Steve torna a mangiare da Bruce, perché nonostante la brutta figura non ha voglia di rinunciare alla sua routine.
Questa volta Tony Stark arriva quasi subito, come un avvoltoio. Sta ghignando, estremamente fiero di se stesso e prima che Steve possa dire qualcosa l'altro comincia a parlare.
«Sei per caso fatto di Rame e Tellurio?» gli chiede e Steve rimane di nuovo in silenzio. Cosa diamine sta succedendo?
Tony Stark aggrotta le sopracciglia al suo silenzio e si volta verso Bruce. «Oh, andiamo, questa era bella! Diglielo anche tu, Bruce! Per favore! Comincio a pensare di avere perso il mio tocco con affascinanti chimici!»
Bruce rimane in silenzio. Steve sbatte le palpebre. Uh?
«Cu e Te! Cute!!» si affretta a spiegare Stark e Steve è ancora più confuso. Non solo il suo capo sta apparentemente flirtando con lui da due giorni, ma lo sta facendo in gergo... chimico? «è bellissima! Internet concorda con me! C'è pure un immagine con un gatto con gli occhiali. Devo mandarti il gatto con gli occhiali?»
Steve continua a non sapere cosa rispondere, quindi decide di andarci per gradi. «Uhm, io lavoro al trentesimo piano. Pubblicità.»
Tony Stark apre la bocca, la richiude, e poi lancia uno sguardo assolutamente indignato a Bruce, allontanandosi velocemente.
Steve si volta verso Bruce per chiedergli qualcosa, ma l'altro scuote la testa.
Steve non chiede nemmeno questa volta.

Immagina che questa sia la fine di questa strana... cosa (onestamente non sa nemmeno come chiamarla), ma si sbaglia.
Il giorno dopo Tony Stark è di nuovo lì che gli sorride e come al solito comincia a parlare prima che Steve possa dire qualcosa.
«Ti serve della colla? Perché po-» inizia, ma Bruce lo interrompe coprendogli la bocca con una mano. Tony lo guarda male e gli sposta la mano «Lo sai quanto è difficile trovare qualcosa per flirtare con un pubblicitario?»
«Chiedigli di uscire come una persona normale!» lo rimprovera Bruce e Tony Stark... si imbroncia.
«Sono Tony Stark, non una persona normale!» sbotta e poi si volta verso Steve, indicandolo. «Oggi non vale, domani ne avrò una migliore, quindi aspettami e questa volta farai meglio ad essere meravigliato e dire sì, okay?»
Steve si sente stranamente lusingato e quindi alla fine non ha altra scelta che dire «Okay.»
Tony lo guarda, sorpreso dall'aver ricevuto finalmente una risposta e arrossisce. «Bene» borbotta, allontanandosi.
«Non avremo mai più una pausa pranzo tranquilla, vero?» chiede Bruce. Probabilmente ha ragione, ma a Steve non importa.
Tags: !fanfiction, *cow-t, character: bruce banner, character: steve rogers, character: tony stark, fandom: avengers, paring: steve/tony, year: 2013
  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your IP address will be recorded 

  • 2 comments